Nel libro del cuore, le chiavi della conoscenza

19 novembre, 2011

Iconografia

Ho sempre conservato negli anni la sana abitudine di fare esercizio fisico considerando questo momento tutto mio, durante il quale allontano da me la ripetitiva quotidianità e ritempro oltre al corpo lo spirito. Ancora di salvezza in questi ultimi due anni, mi ha aiutata a mantenermi in equilibrio alla luce di quanto sto vivendo. Una sera di qualche mese fa in cui facevo aerobica, con il corpo in movimento e lo spirito assorto in profondità sconosciute prima d’ora, una scossa al cuore e una ulteriore certezza acquisita. La conferma nello sguardo confortante che ho incrociato nel voltarmi verso la parete, era quello di un’immagine di Gesù lì affissa che sembrava dirmi «Sì, hai compreso bene». In quell’immagine è raffigurato appunto Gesù che mantiene sul petto, al lato del cuore, un libro. Non è la prima volta che scruto quest’icona.Gesù con un libro sul cuore È capitato a me come a tanti altri di ritrovarla rappresentata un po’ ovunque, di guardarla e di comprendere che veniamo invitati a Conoscere attraverso i Testi Sacri. Niente di sbagliato, ma siamo proprio sicuri che chi ha scelto di mostrare in questo modo Gesù abbia voluto comunicare proprio questo? E se avesse voluto darci un indizio per spingerci a cogliere qualcosa d’altro?
Quella sera di qualche mese fa ho compreso!
In questa immagine, espressione del vero messaggio di Gesù, si vuole sottolineare che la Conoscenza vera può partire solo dal cuore, da quel libro che solo lì ha impresse le sue pagine e che è rivelatore di quella saggezza di cui i Testi Sacri raccontano. Un’attenta lettura degli stessi Vangeli canonici, dove in modo celato, dove apertamente, testimonia che le parole del Figlio dell’Uomo non sono state altro che queste. Noi siamo la fonte, noi il tempio che custodisce, noi il punto di partenza e di arrivo, evidenziando che la Via per la Veritas comincia dal cuore di ognuno e tutti possiamo trovarla.
E allora perché ci è stato sempre fatto capire che si comincia da altro al di là da noi? Perché non è mai stato confermato con chiarezza quali sono i doni che custodiamo al nostro interno e che risvegliati ci possono portare ad essere come Cristo? ad essere “Cristo” ? Lui non ha fatto altro che predicare questo lasciandoci in eredità un forbito bagaglio di strumenti per comprendere. Siamo stati noi incapaci a coglierli o il suo messaggio è stato in qualche modo contraffatto? E se così, quali i motivi?

Gesù stesso ha detto:

I farisei e gli scribi si sono impossessati delle chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Così non solamente non sono entrati, ma non hanno lasciato entrare quelli che volevano. (Tommaso, 39)

Riprendiamoci dunque quelle chiavi e con prudenza e purezza apriamo le porte che ci consentiranno di accedere alla vera Conoscenza ripetendoci «io sono lui», questo cambierà ogni prospettiva. Svami Vivekananda ci suggerisce infatti: «Dite sempre a voi stessi “io sono lui”. Queste sono le parole che bruceranno le scorie della mente, le parole che faranno scaturire l’energia straordinaria che già è dentro di voi, l’infinito potere sopito nel vostro cuore». Questo ci consentirà di riconnetterci con la parte più profonda di noi e permetterà alla voce della Coscienza di riacquistare fonia. Dandogli credito la sentiremo sempre più forte e cominceremo a distinguere con chiarezza i suggerimenti. Seguiamoli fidandoci di questo ben ritrovato istinto, non rendiamo tutto finito razionalizzando. C’è dell’altro che solo lasciando libero il sentire da briglie può rivelarsi. E allora ricominciamo a sentire dando valenza a questo lato di noi esseri umani che è quello più importante. Ricominciamo a sentire noi stessi, solo così potremo dare il giusto valore al prossimo e a ciò che ci circonda riconoscendo il Regno.

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