Shiva-Shakti e le fiamme gemelle: la coppia cosmica

25 luglio, 2012

Amore e Spiritualità

Il mistero del divino si svela nella completezza data dal reciproco rapporto. Le energie del Macrocosmo si attivano con la stessa potenza nel Microcosmo reso perfetto dall’unione tra le fiamme gemelle il cui cuore unico ne è il centro. Questa è la dinamica, “il gioco” della Coscienza Cosmica di cui ritorniamo a far parte. Lui il Dio creatore, Lei la Coscienza-forza; Lui il Dio Padre, lei la Dea Madre. È questa la vera natura del divino! Ecco cosa Sri Aurobindo ha detto di sé e di Mirra Alfassa, soprannominata da Aurobindo stesso Mère:

La Madre ed io siamo uno in due corpi […] La coscienza della Madre e la mia sono la stessa: la Coscienza divina che è una in due, poiché tale è la necessità del gioco divino. Chiunque si volga alla Madre fa il mio yoga… nulla può essere fatto senza la Sua conoscenza e la Sua forza, senza la Sua coscienza. Se qualcuno sente veramente la coscienza della Madre, dovrebbe sapere che io sono lì, presente dietro ad essa; e se percepisce la mia coscienza, sa che è anche la coscienza della Madre.

L’unione tra le Fiamme Gemelle rappresenta la perfezione del Microcosmo ad imitazione della perfezione del Macrocosmo. I compagni originari si riuniscono e annullano le opposizioni dando origine all’Uno Divino nel quale si estrinseca il Divino amore cosmico. Tornando alla matrice originaria del flusso di energia universale riconoscono di appartenervi.

Tutto il mondo si dischiude agli occhi dell’uno che diviene energia pura all’unione dei due. Non più due ma un’anima sola: un solo corpo in un solo spirito. La trinità perfetta dell’uno. Dal sé al non-sé nella Coscienza divina dell’essere primordiale. La ricongiunzione del cerchio; l’alfa e l’omega unite in quel solo punto di origine e fine; l’uroboros come meta dell’eterno cammino. Coscienza mistica disvelata nell’attimo eterno di un incontro. Rivelazione tangibile di quanto Cristo afferma nel Vangelo di Tommaso:

Quando di due farete uno e renderete l’interno identico all’esterno e l’esterno identico all’interno e il superiore identico all’inferiore, e farete una cosa sola del maschio e della femmina, di modo che il maschio non sia maschio e la femmina non sia femmina, quando considererete due occhi come unità di occhio ma una mano come unità di mano e un piede come unità di piede, un’immagine come unità di un’immagine, allora troverete l’entrata del Regno.

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