Il viaggio di Cristo nel Cristo

25 febbraio, 2015

Amore e Spiritualità

Viaggio di Cristo nel Cristo: dall’apertura del cuore all’essenza dell’essere

Nel nostro cuore serbiamo l’essenza Cristica che ci consente di elevarci. Lei ci contiene, noi la conteniamo. Il figlio dell’Uomo è l’essenza Cristica nel cuore del cuore nostro: il Cristo incarnato nel cuore del cuore nostro lo abbiamo goduto in tutta la sua massima espressione in Gesù.
Periodicamente incarnatosi, il Cristo con Gesù sperimenta la sintesi tra ciò che è stato prima e ciò che sarà a venire. Gesù è il cammino per tutti. Offre agli uomini la possibilità di comprendere con più semplicità ciò che era da sempre esistito, ma sperimentato da pochi. Si mette sulla via della ricerca e trova quanto dalle origini l’umanità aveva sempre avuto nel cuore: sperimenta in prima persona quel conosci te stesso che è la sintesi assoluta del cammino umano, ponendosi l’obiettivo di rendere possibile ai più il percorso della vera vita, diffondendo la verità. È appunto in sé che trova la via, la sperimenta e la manifesta; sebbene lui già fosse, sebbene lui incarnasse il divino che ci sovrasta, sebbene fosse il divino, l’energia creatrice. Gesù nasce Cristo, ma vivendo sperimenta in prima persona le conoscenze tramandate dall’origine.
Noi possiamo diventare Cristo seguendo il sentiero da sempre segnato, ma altrettanto ignorato. È tutto sotto i nostri occhi, a portata di mano: è tutto in noi stessi!

«Il Regno è dentro di voi e fuori di voi.
Quando conoscerete voi stessi,
sarete conosciuti e saprete
che siete figli del Padre Vivente.
Ma se non conoscerete voi stessi,
allora sarete nella privazione
e sarete voi stessi privazione».
[Il Vangelo di Tommaso]

È come se Gesù fosse chiamato a percorrere in senso inverso il cammino. Nato Cristo si prefigge di individuare la via che avrebbe dovuto attraversare per poterla predicare e consigliare. Scopre anche lui il sentiero, ma non per evolversi, bensì per permettere al prossimo di elevarsi. Ci tiene a rintracciare le verità disseminate nei secoli e ricoperte di polvere per appurare se l’uomo ne avesse serbato il vero principio, se questi avesse fatto tesoro della vera essenza illuminante. Le sue ricerche lo portano a sperimentare che da sempre tutto è scritto e custodito, forse un po’ troppo gelosamente. La strada maestra è segnata, la via è conosciuta e battuta… ma da pochi eletti! La necessità è portarla alla luce e semplificarla per dare a tutti coloro siano pronti e abbiano orecchi per intendere la possibilità del cammino.
Questo fa di Gesù il Cristo un personaggio ancor più unico, prodigo all’amore verso il prossimo tanto da preoccuparsi di rinvenire, lì dove fossero presenti, tutti gli elementi e gli strumenti da sottoporre agli uomini di buona volontà.
In questa esperienza a ritroso esplora a fondo se stesso, sperimentando l’essenza dell’umanità e ne individua nella coppia l’unità. Acquisisce una consapevolezza tale da permettersi di predicare e di mostrare agli altri la luce del cuore.

«Un uomo ricco possedeva una vigna:
la diede a dei contadini
perché la lavorassero
e per riceverne da essi il frutto.
Ma quando mandò il suo sensale
a chiedere ai contadini che gli dessero
il frutto della vigna,
questi assalirono il sensale
lo percossero
e, per poco, non lo uccisero.
Il sensale ritornò
e lo riferì al suo padrone.
Il suo padrone si disse:
“Forse non lo avranno riconosciuto”.
Mandò un altro sensale
e i contadini malmenarono anche quello.
Allora il padrone mandò Suo Figlio, e disse:
“Forse rispetteranno Mio Figlio,
perché egli è l’erede della vigna”.
Ma si gettarono su di lui e lo uccisero.
Chi ha orecchie per intendere,
intenda!»
[Il Vangelo di Tommaso]

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